Stagione Teatrale 2017/2018

ll Teatro del Tempo, ideato, voluto e diretto da Luca Ambanelli (1938-2008), ha debuttato al Festival di Todi il 25 agosto 1992 e nell'ottobre del 1998 ha trovato la sua attuale sede in uno spazio restaurato che gli esperti fanno risalire al teatrino di Santa Maria in Taschieri (1614). Una balconata in stile elisabettiano, il predominante colore rosso e un arcoscenico decorato da figure su disegno di Emanuele Luzzati ne sono i tratti architettonici distintivi, mentre dal punto di vista delle scelte artistiche, il Teatro si è sempre contraddistinto per l'apertura verso i giovani e le realtà teatrali cittadine, senza tralasciare importanti ospiti provenienti dal tessuto nazionale.

Da diversi anni è stata istituita una stabile collaborazione con Roberto Latini - che quest'anno porta sul palco del Teatro del Tempo il "Cantico dei Cantici" - e con Carlo Ferrari e Franca Tragni, che per la stagione 2017/2018 propongono "Giuseppe3" e "E niente… vada per il contratto a chiamata".
Spazio al recital con "I'm nobody! Who are you?" di e con Silvio Raffo su testi di Emily Dickinson e a due appuntamenti con la storia. Fabrizio Saccomanno in collaborazione con Ermo Colle 2017 - Premio della critica porta in scena "Gramsci - Antonio detto Nino" raccontando frammenti della vita di uno degli uomini più preziosi del Novecento. Con "Una storia semplice" di Matteo Bacchini - con Rocco Antonio Buccarello, Piergiorgio Gallicani e Simone Della Mura - si ripercorre la dolorosa scomparsa di Aldo Moro a 40 anni dalla sua uccisione.
Sul versante musicale Andrea Salvini e Michele Pertusi, insieme ne "La strana coppia", offrono al pubblico indimenticabili brani degli anni '60 e con "Neanche un giorno senza un rigo - Šostakovič, lettere e musica", Davide Carmarino propone un concerto-narrato, con Davide Carmarino al pianoforte, Behrang Rassekhi alla viola e la voce recitante di Adriano Engelbrecht.
Chiude la stagione "Traccia una linea" di Andrea Salvini, con Ugo Maria Manfredi al basso, Sandro Ravasini alle batteria e spazzole, Daniele Morelli alle chitarre e Francesco Gualerzi ai sassofoni.

Prendendo in prestito le parole di Luca Ambanelli, non resta quindi che
augurare a coloro che vi si vorranno avvicinare: “Buona diversità a tutti!”

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