Stagione Teatrale 2019/2020

Il Teatro del Tempo, ideato, voluto e diretto da Luca Ambanelli (1938-2008), ha debuttato al Festival di Todi il 25 agosto 1992 e nell'ottobre del 1998 ha trovato la sua attuale sede in uno spazio restaurato che gli esperti fanno risalire al teatrino di Santa Maria in Taschieri (1614). Una balconata in stile elisabettiano, il predominante colore rosso e un arcoscenico decorato da figure su disegno di Emanuele Luzzati ne sono i tratti architettonici distintivi, mentre dal punto di vista delle scelte artistiche, il Teatro si è sempre contraddistinto per l'apertura verso i giovani e le realtà teatrali cittadine, senza tralasciare importanti ospiti provenienti dal tessuto nazionale.

Da diversi anni è stata istituita una stabile collaborazione con Roberto Latini - che quest'anno porta sul palco del Teatro del Tempo "Amleto + Die Fortinbrasmachine" appuntamento inserito nel cartellone di Parma 2020 - e con Carlo Ferrari e Franca Tragni, in scena con Adriano Engelbrecht e Sandra Soncini in "Le tre balie", rivisitazione ironica di temi legati alla drammaturgia di Romeo e Giulietta. Chiude la variegata linea shakespeariana "Shakespeare greatest hits" di Matteo Bacchini con Rocco Antonio Buccarello e Luca Savazzi.
Alessandro Blasioli è impegnato in "Sciaboletta", spettacolo incentrato sulla fuga di Re Vittorio Emanuele di Savoia, a seguito della dichiarazione d'Armistizio del 1943, mentre con "Compagni di classe" di Matteo Bacchini - con Rocco Antonio Buccarello e gli allievi del laboratorio il Tempo del Teatro - si intraprende un viaggio nella storia dell'istruzione italiana. Con "Simposio" di Platone, Christian Poggioni affronta il dialogo platonico, una raffinata conversazione tra spiriti eletti, mentre in "Lady Grey" di Will Eno, Alice Giroldini si immerge in una riflessione sull'identità femminile.
Chiude la stagione "Blues e canzoni" con Stefania Rava e Luca Savazzi, un concerto-recital che unisce rigore a passionalità e leggerezza.

Prendendo in prestito le parole di Luca Ambanelli, non resta quindi che augurare a coloro che vi si vorranno avvicinare: “Buona diversità a tutti!”

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